Effetto terapeutico dei suoni

Poco più di un anno fa, un mio allievo di canto manifestò una gioia particolare nel suonare e intonare l’arpeggio di settima maggiore e relativo intervallo (DO-MI-SOL-SI e poi DO-SI)… diceva che lo faceva stare bene.

Così ho cominciato a farci caso anch’io, ed effettivamente ogni volta che avevo mal di testa o nausea bastava intonare quell’arpeggio e/o quell’intervallo e il malessere spariva.

Così ho iniziato a fare qualche ricerca a riguardo e mi sono imbattuta negli studi di Fabien Maman, che porta avanti la sua ricerca fin dagli anni ’70 del secolo scorso.

Qui troverete degli estratti da alcuni articoli interessanti, che ho messo insieme per affrontare una Visione Possibile degli effetti dei suoni.

Buona lettura!

(Cecilia Amici)

 

DALLA STELLA ALLA CELLULA

Fabien Maman è certamente uno dei maggiori esperti al mondo di guarigione attraverso il suono.

Per circa 30 anni, ha condotto ricerche e applicazioni pratiche utilizzando il metodo Sound, Color and Movement® per bilanciare il corpo, la mente e lo spirito attraverso il sottile campo energetico dell’aura.

Nel 1977 ha inventato questo sistema che utilizza i diapason, anzichè gli aghi dell’agopuntura, sui punti di comando.

Nei primi anni 80 Maman ha condotto esperimenti di biologia presso l’Università di Jussieu a Parigi, dove ha dimostrato gli impatti che hanno i suoni acustici sulle cellule umane e sul loro campo energetico.

Maman ha scoperto che, attraverso una serie di suoni acustici, le cellule cancerogene possono letteralmente esplodere e disintegrarsi, mentre quelle sane possono aumentare la proprio energia vitale.

Utilizzando una fotocamera Kirlian, Fabien Maman è stato in grado di documentare ciò che succedeva al campo energetico di cellule umane sane quando venivano esposte a scale cromatiche di frequenze sonore. Con suo grande stupore ha scoperto che il colore, la forma e il campo energetico di ogni cellula cambiavano a seconda dell’intonazione e del timbro di ogni nota musicale. Ha inoltre scoperto che quando la cellula sentiva una certa “affinità vibratoria” con un particolare nota, l’Aura della cellula si trasformava in un Mandala con vivaci colori blu e rosa. Maman ha concluso che quella era la “nota fondamentale” della cellula, e che se la persona veniva “intonata” con essa poteva essere raggiunta l’armonia all’interno della cellula, con il campo energetico della persona stessa e con l’ambiente circostante.

Subito dopo questa ricerca, Maman ha incontrato il fisico francese Joel Sternheimer, che aveva scoperto la frequenza vibratoria delle particelle elementari. Molto prima della “Teoria delle Stringhe”, Sternheimer aveva trasportato alcune strutture molecolari in pattern musicali, creando la “musica delle molecole”. Come nella ricerca cellulare di Maman, Sternheimer aveva trovato che quando c’era un problema in una struttura organica, le molecole di quella struttura non vibravano, ma se sentivano una serie di note che riconoscevano come sulla loro stessa “tonalità”, queste molecole tornavano a vibrare. Ispirato da questo, Maman iniziò ad approfondire la sua ricerca: se le cellule fisiche e il loro campo energetico possono riconoscere e rispondere a vibrazioni a loro favorevoli, è possibile che esse abbiano una coscienza? Qual è la connessione fra cellula e Anima? E’ possibile che quella vibrazione sia la chiave?

Maman restò colpito dalla teoria che quei blocchi nel nostro campo energetico potevano trasformarsi in squilibri fisici se cristallizati, e che il suono, il colore e il movimento fossero ottimi strumenti per dissolvere questi schemi energetici negativi. Una volta che il nostro campo energetico è pulito, possiamo collegarci con il piano originale della nostra Anima.

Nel 1988, Maman ha fondato l’Accademia Tama-Do (“La Via dell’Anima”) per promuovere l’evoluzione della coscienza attraverso la vibrazione. La sua ricerca e le applicazioni pratiche di più di 30 tecniche, che sfruttano il suono, il colore e il movimento Chi nel campo energetico, stanno lentamente trovando la strada verso nuovi utilizzi.

Le sue tecniche con i diapason e le luci colorate sugli agopunti sono ora comunemente usate. E per quei casi in cui i diapason non sono abbastanza, Maman ha creato straordinari strumenti musicali per riportarci pienamente nella vibrazione dell’Universo al quale apparteniamo. Quando ci si trova all’interno dell’Arco del Suono nel Tama-DO Sound Garden, a Malibu, è possibile sentire come le energie del cielo e della Terra possano espandere le nostre coscienze.

Oggi, Maman sta esplorando nuovi modi per curare e armonizzare ad un livello globale. Tornando alle sue radici musicali, Fabien ha sviluppato un sistema di corrispondenze tra elementi, meridiani, chakra, direzioni e stelle e le note musicali, i modi, gli strumenti, i ritmi e l’energia di ogni stagione.

Tratto da Generazione Bio

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GLI EFFETTI DEGLI INTERVALLI MUSICALI

Gli intervalli musicali possono avere effetti sostanziali sulle nostre emozioni e sulla nostra salute. Fabien Maman (di cui abbiamo già parlato in questo articolo), ci dice che un intervallo è la risonanza di uno spazio musicale, creato dall’esecuzione di due note suonate simultaneamente o separatamente. Vediamo nel dettaglio questi intervalli e i relativi effetti.

INTERVALLO FONDAMENTALE – (Nota DO)

L’”intervallo” fondamentale è la risonanza di una nota suonata due volte. Questo intervallo lo troviamo nei mantra. Molti mantra sono cantati in modo monotonale. Dopo qualche minuto di ripetizione della stessa parola o parole su una nota, la mente si acquieta. Inoltre questo “intervallo” dà riposo e riporta alla luce vecchi ricordi.

SECONDO INTERVALLO – (Note Do/Re)

L’intervallo di seconda crea tensione. E’ difficile mantenere questo intervallo per lungo tempo. Questo intervallo porta tensione tra due polarità, creando movimento. […] Tale dissonanza sarà addirittura maggiore con un intervallo di seconda minore, ad esempio le note Do/Do# (provate a pensare al tema di “Jaws – Lo squalo”).

TERZO INTERVALLO – (Note Do/Mi)

L’intervallo di terza va ad agire sulle nostra emozioni. Produce leggerezza, forza e gioia. La musica moderna occidantale usa l’intervallo di terza minore (esempio Do/Mib) per agire su emozioni più forti.

QUARTO INTERVALLO – (Note Do/Fa)

Fabien Maman afferma che l’intervallo di quarta dà una strana impressione, tipo come quando ci si sveglia dopo un bel sogno. L’effetto sorprendente di questo intervallo lo si sente in maniera notevole nei canti dei cori bulgari femminili. Quando la quarta è aumentata (esempio Do/Fa#), vengono stimolati i due lati del cervello. Tale intervallo si sente nelle campane Tibetane. L’estrema tensione di questo intervallo si mantiene tale finchè non viene risolto in quello di quinta.

QUINTO INTERVALLO – (Note Do/Sol)

L’intervallo di quinta si espande in ogni direzione e provoca un ampio movimento di energia nello spazio. Lo si nota nella musica brasiliana dove spesso vi è questo intervallo tra voce e chitarra. A causa della sua natura stimolante, il ciclo di quinte può essere usato per concentrare ed allineare le energie dei chakras. L’ordine che segue viene utilizzato per rilassare il corpo e portare al massimo i livelli di consapevolezza: Fa – Do – Sol – Re – La – Mi – Si.
[…]

SESTO INTERVALLO – (Note Do/La)

L’intervallo di sesta è l’intervallo più piacevole. Maman afferma che ascoltare l’intervallo di sesta è “come ricevere la quintessenza della fragranza di un fiore sbocciato”. Questo intervallo è usato frequentemente nelle ninne-nanne per bambini, non dà pesantezza nè tensione e crea un senso di totale apertura nell’offrire sè stessi all’Universo.

SETTIMO INTERVALLO – (Note Do/Si)

L’intervallo di settima crea molta tensione, ma non in maniera paralizzate come quello di seconda. E’ una tensione salutare, che provoca una crescita nella consapevolezza. Beethoven è stato il primo compositore occidentale ad usare questo intervallo. Hector Berlioz, nella sua biografia di Beethoven, ha detto che la prima volta che la musica di Beethoven venne suonata al Paris Opera House, la consapevolezza del pubblico “esplose”.
L’intervallo di settima rappresenta l’ultima dissonnza prima della risoluzione nella calma dell’intervallo di ottava. Ha un ruolo fondamentale nell’evoluzione fisica, musicale e spirituale dell’individuo.

In uno dei suoi esperimenti, Maman ha scoperto che era generalmente l’intervallo di settima a distruggere le cellule cancerogene. Come le note della scala venivano suonate in direzione delle cellule nelle provette, esse cominciavano a disgregarsi quando venivano suonate le note La# e Si. L’effetto era particolarmente forte se venivano usati strumenti di metallo.

“Le cellule cancerogene non possono sopportare la dissonanza di un intervallo di settima. Durante tutto l’esperimento, le cellule apparivano rigide, inflessibili e sembravano combattere contro ogni nota della scala musicale fino a che letteralmente non esplodevano al raggiungimento del settimo intervallo. Le cellule sane, dal momento che potevano respirare in risonanza con il suono, rimanevano intatte ed alcune di esse addirittura si rivitalizzavano con l’aggiunta dell’intervallo di settima.” (Fabien Maman – The Role of Music in the Twenty first Century – 1997)

L’intervallo di settima verrà risolto nella quiete e la pace di una nuova ottava, che fornirà uno specchio per le civiltà a venire. Il settimo intervallo ci spinge verso un’espansione verso un’ottava superiore di pace interiore, non un ‘ritorno’ concettuale verso un ricordo nostalgico. Anche il maestro più illuminato non può sfuggire completamente alla vibrazione dell’intervallo in cui vive. Noi tutti apparteniamo alla corrente del suono del nostro tempo.

– Fabien Maman

Tratto da Generazione Bio

 

IL POTERE TERAPEUTICO DEL SUONO

Intervista a Fabien Maman

Fabien Maman

Il dizionario Webster cita il musicista, compositore, agopuntore e ricercatore Fabien Maman come il padre fondatore della terapia del suono vibrazionale. Ha documentato per la prima volta, al microscopio, gli impatti del suono acustico (immagino si intenda “suono di strumento acustico” n.d.t.) sulle cellule umane, aprendo un nuovo campo di possibilità. Trenta anni di ricerca, durante i quali ha prodotto contrastanti protocolli terapeutici, dimostrano il suo successo.

Come hai scoperto il potere di guarigione del suono?

– Durante un tour in Giappone con il mio quintetto nel 1974, accaddero due cose importanti: la prima che all’arrivo abbiamo ricevuto una breve sessione di agopuntura che ci ha messo in forma per il primo concerto. Questo mi ha spinto a imparare l’agopuntura, che mi ha immerso nell’affascinante mondo della Medicina Tradizionale Cinese. La seconda fu constatare la completa assenza di espressività del pubblico giapponese durante i concerti. Mi chiedevo se il pubblico stava rispondendo alla musica, all’interno del proprio corpo, allo stesso modo del pubblico in Messico, New York o Parigi, ma per una ragione culturale non lo manifestava. Nel 1981 cercai a Parigi una biologa, Hélène Grimal, del Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica, che era anche una musicista. Gli raccontai il mio progetto di mettere le cellule umane sotto un microscopio e fotografarle quando stavano ripondendo all’influenza di un suono (prodotto da diversi strumenti: chitarra, flauto, xilofono, contrabbasso, voce …), al fine di determinare se stavano ‘applaudendo’ o no.

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Immagine: globuli sani sotto l’influenza di uno xilofono. Ogni suono è durato 13 minuti. Nella prima fila, da sinistra a destra, sono state suonate le note Do, Do# e Re; nella seconda fila, da sinistra a destra, le note Re#, Mi e Fa. Per ogni nota, una forma e un colore specifico appaiono direttamente correlati alla qualità e la frequenza del suono. © Fabien Maman 1981

Può riassumere le esperienze condotte con le cellule in laboratorio?

– Ho catturato le immagini di globuli sani (emoglobina) e di cellule tumorali, durante la produzione di suoni con la mia voce o strumenti musicali acustici (cioè, non elettrici, non sintetici). Ho usato l’elettrografia (la camera Kirlian) per registrare variazioni nel campo elettromagnetico (aura) e una telecamera sopra il microscopio per catturare l’immagine della struttura interna del nucleo delle singole cellule. Le cellule sono state in un mezzo in vitro. I suoni sono stati prodotti da una distanza di 30 cm dalle cellule ad una ampiezza di 25 decibel. Il volume non è stato superiore a quello di una madre che canta una ninna nanna al bambino.

Ho scoperto che il suono acustico ha il potere di cambiare la forma e il colore delle cellule sane, in accordo con la nota e il timbro dello strumento suonato. Inoltre ha il potere di far scoppiare le cellule malate in pochi minuti. Ho anche scoperto che quando una persona canta alle sue cellule la nota LA (sintonizzata a 440 hz) il campo energetico di tali cellule diventa rosa. Sempre. Da tutto questo ho tratto la conclusione che abbiamo la coscienza a livello cellulare.

La mia più grande scoperta è stata che ogni persona ha una nota fondamentale. Quando le cellule della persona rispondono a questa nota, il campo energetico (aura) di queste cellule assume la forma di un mandala dai colori vivaci, come il magenta e il turchese.

Qual è la nota fondamentale di una persona?

– Essenzialmente c’è un momento in cui si può sentire, in una nota cantata dalla voce della persona, come un’aura di suono che crea un armonico grave e acuta in risonanza con la voce. E’ così piena e completa che percepisce che è la sua nota fondamentale. Se sei chiaroveggente, puoi vedere la luce di un’aura. Ma io sono chiarudiente, così ho sentito.

Tornando agli esperimenti, io sono sorpreso dal suo racconto delle cellule tumorali che sono scoppiate in pochi minuti. Come possono verificarsi questi effetti?

-Viste sotto la camera Kirlian, queste cellule non avevano aura, e sembravano incapaci di respirare. Solo loro potevano resistere alla forza del suono come un muro di mattoni, screpolandosi e scoppiando quando l’accumulo del suono era diventato troppo per essere assorbito.

I risultati più drammatici si sono verificati quando ho suonato la scala cromatica ascendente. Vicino alla fine della scala, di solito intorno al settimo intervallo, scoppiavano. L’accumulo di suono creava una dissonanza insopportabile al loro interno; la loro struttura diventatava sempre meno stabile, e infine scoppiavano a causa della disorganizzazione della proteina.

Se era la voce umana che cantava la scala cromatica, le cellule scoppiavano in modo più veloce e prevedibile. Sono giunto alla conclusione che questo accadeva perché la voce umana ha una qualità supplementare che non si trova in nessun strumento musicale: la coscienza.

 

Interessante documento di sette pagine in cui Fabien Maman parla del potere terapeutico del suono in abbinamento con il colore e il movimento. ARTICOLO ORIGINALE DELLA RIVISTA ATHANOR.

Potete leggere l’intero contenuto sul numero 95 del Athanor Magazine (settembre-ottobre 2012).

 

Traduzione di Cecilia Amici da Anima Quarz

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