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Sailor Free Estratti Stampa

ESTRATTI STAMPA

 

Un gran disco rock, da ascoltare dall'inizio alla fine per capirne il senso... Da avere.
(Classix - Mauro Furlan – IT)

Questo nuovo album dei Sailor Free può entrare nella mia lista migliori del 2016.
It’s such cool modern prog.
(Music Street Journal - Gary W. Hill - USA)

Consiglio questo gruppo a tutto il pubblico, soprattutto agli amanti del rock
progressive, per la sua originalità e artisticità pura. Bravo Sailor Free!
(Recyclable Sounds - Raigor - RU)

Un disco che insegnerà a molti conservatori che cosa può essere veramente
"progressive" oggi e in quanti modi si può rileggere e reinterpretare il genere.
(MAT 2020 - Alberto Sgarlato – IT)

… questo è un'album che va scoltato interamente.
E' sicuramente un piacevole esempio di prog moderno.
(DPRP - Patrick McAfee – NL)

Consigliato agli amanti del genere, gli altri potranno goderne di nascosto.
(Blow Up - Dionisio Capuano - IT)

Spiritual Revolution part 2 offre molta varietà... con atmosfere tra disperazione
e malinconia ma molta speranza. Un album dal qual sarete coinvolti.
(Proggies - Daniel Eggenberger - CH)

 Il coinvolgimento emotivo è fondamentale nell'ascolto, dato che la musica,
che piaccia o meno, difficilmente lascia indifferenti.
(Arlequins - Nicola Sulas – IT)

... questo secondo capitolo di "Spiritual Revolution" è un lavoro ottimo che va oltre le barriere
di genere e che fa sognare e che fa godere l'ascoltatore senza mezzi termini.
(Undergroundzine - Alessandro Shumperlin - IT)

... e se non li conoscete, dateci un’occhiata, anzi due, poi soprattutto le orecchie e vedrete
che, come me, andrete a cercare il primo!
(Prog-resisté -RR – BE)

Un interessante mosaico di suoni... un album che da molta soddisfazione.
(Profil - Denis Boisvert - CA)

L’album è ancora una volta splendido, capace di catturare irrimediabilmente i sensi...
vi troverete quasi senza accorgervene a essere contagiati da questi suoni così variegati,
intensi e vitali, espressione di classe, talento e di un’enorme forza comunicativa.
(Metal.it - Marco Aimasso - IT)

Nel tempo, questa musica sviluppa quasi un effetto ipnotico.
Ti senti eccitato, senza poter dire esattamente perché.
(Betreutesproggen - Juergen Meurer - GE)

Questo lavoro è da consacrarsi e collocarsi nelle nostre raccolte musicali,
qualunque esse siano.
(Psycanprog - Raffaele Astore - IT)

Questo disco è molto bello.
(Colossus - Tero Honkasalo - FI)

Questo bell'album si sostiene da solo musicalmente!! Ora andate a comprarlo!!
(Progplanet - Tonny Larsen - DK)

Un'altra cosa molto importante, il suono di questa registrazione è strabiliante.
(progVisions - Douwe Fledderus - NL)

I Sailor Free sono davvero un grande baule di suoni ed emozioni.
Molto consigliato a chi dalla musica vuole sorprese.
(Nonsolo Progrock - Massimo Salari - IT)

In "Special Laws" si sente la bella presenza del jazz attraverso il pianoforte
splendidamente incorniciato dalla batteria e dal ritmo del brano, meraviglioso.
(Musica Progresiva - Lily Belgu - AR)

Un album che fa venire voglia di riascoltare tutta la storia dall'inizio.
(Neoprog – JC Le Brun - FR)

I SF su “Spiritual Revolution part 2” creano un Artrock versatile e sapiente con
fantasiosi arrangiamenti e strumentali creativi catturando splendidamente.
(Babyblaue - Siggy Zielinski - GE)

Ancora un ottimo disco... Un lavoro che mostra artisti alla ricerca di strade nuove e personali,
 senza perdere il contatto con l’universo musicale in cui sono cresciuti.
(Rock Impressions - Giancarlo Bolther - IT)

I Sailor Free hanno basi solide ma non hanno paura di affrontare la modernità.
(Progressivamente - Luigi Cattaneo - IT)

Sailor Free: professionisti dello "spiritual prog... gothic prog,
praticamente un genere inventato da loro.
(La Scena - Davide Cosentino – IT)

Una band con un suono originale
(Acid Dragon – RR – FR)

I SF riescono a propongono una musica che, pur non rinunciando a quelle sonorità art-rock
che hanno le loro radici negli anni '70, è attuale, fresca e soprattutto intelligente.
(Buscadero - Andrea Trevaini - IT)

La proposta dei Sailor Free ha la libertà e il respiro dei grandi
gruppi progressive degli anni '70.
(Urlo - Flavio Talamonti- IT)

Quello proposto è davvero un grande disco, che appassiona e avvolge nelle sue sonorità.
(Mondo Agricolo - Gaetano Menna – IT)

Ne vien fuori un prodotto fresco e convincente, che mostra in maniera perfetta
un gruppo in piena evoluzione.
(Rotters' Club - Peppe – IT)

Un manto dark avvolge l’intero album senza appesantirlo ma rendendolo
ancor più ricco di fascino...
(Hamelin Prog - IT)


 

 

Handala Info

 

 

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Comunicato/Bio

 

E’ la storia di una contaminazione virtuosa e di successo artistico e umano. La storia del progetto musicale Handala.

Il gruppo, nasce nel 1989 da un progetto di cooperazione internazionale, ed è portato avanti da più di un ventennio dal suo ispiratore e compositore David Petrosino, insieme a numerosi musicisti, arabi e italiani, che si sono alternati negli anni e che ha visto la collaborazione di vari artisti, dal pittore Mario Schifano, che ha realizzato le copertine dei primi due dischi, alla cantante Noà, con la quale, alla fine di un importante tour, è stata realizzata una versione "cult" di "Come together" dei Beatles, cantata in arabo e ebraico, in un concerto live in diretta su Radio 2 RAI.

Il racconto del gruppo musicale Handala, per la sua natura di innesto, di ‘contaminazione’ artistica e umana, è l’occasione per osservare con uno sguardo unico nel suo genere, un ventennio di storia dei rapporti tra il medio oriente e l’occidente.
Nello stesso tempo la natura contaminata e contaminante del lavoro di Handala, gli ha permesso di condividere questo sguardo e questo scambio nei contesti e nei luoghi più disparati: il palazzo dell’ONU a Ginevra, la piccola Chiesa, i Festivals europei, le Scuole, i Locali, i Centri Sociali, i Teatri, il Campidoglio, le Università, le Feste, le Piazze…

Hàndala è alchimia creativa dove idee, culture e tradizioni diverse si uniscono per far nascere qualcosa di nuovo, bello, vivo.  Melodie e ritmi arabi si fondono con sonorità e intenzioni tipiche del rock, con strumenti mediorientali tradizionali (come ud, darabouka, doff, bouzuki, mismar) e strumenti moderni. Il rock moderno e il medio oriente tradizionale, fusi insieme in un’esperienza musicale originale.

Gli Hàndala hanno partecipato a numerosi Festival e manifestazioni musicali in tutta Europa, suscitando sempre interesse di critica e di pubblico, e hanno pubblicato sei album e un CD single:

"Hàndala" (Sud-Nord Records 1990),
"Amani" (Sud-Nord Records 1991),
"Raia" (Tide Records 1993),
"Holom" (Il Manifesto - Finisterre 1997),
"El deeb" (CD singolo multimediale con video, Finisterre 2004),
"Famatà?" (con il nome di Aladnah) (RAI Trade – Blond 2005)
"7" (Finisterre 2007)

Alcuni loro brani sono stati inclusi in varie compilations.

Gli Handala sono in preparazione di un nuovo Cd la cui uscita è prevista per il 2015.




Handala:

David Petrosino: tastiere, chitarra e voce
Cecilia Amici: voce 
Pejman Tadayon: oud, saz, voce
Stefano Ribeca: flutes, saxes
Gabriele Gagliarini: percussioni
Simone Pulvano: percussioni
Stefano Falcone: batteria
Simone Pulvano: basso
Raimondo Mosci: sound & solutions
Terrence Briscoe: light & design

 

 

 


Info:

 

Sailor Free Info

 

 

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sailor free



Comunicato/Bio

 

SPIRITUAL REVOLUTION part 2

 

il nuovo album dei SAILOR FREE

 

I Sailor Free navigano in acque libere dal 1991. La loro musica è stata descritta come art-rock, progressive, hard rock psichedelico, alternative e molto altro.
Con due album ("Sailor Free" 1992 - Tide Records, Italia e "The fifth door" 1994 - The Laser’s Edge, USA) e numerosi concerti in Italia e Europa, ottenendo sempre un ottimo riscontro di pubblico e critica, i Sailor Free sono riconosciuti come una band con personalità musicale e un grande live set.

 

Nel 2010 i Sailor Free si riuniscono, in un mondo completamente mutato, per lavorare ad un concept-album dove immaginare una possibile rivoluzione culturale profonda.
“Abbiamo cominciato ispirandoci a 'Il Silmarillion' di J.R.R.Tolkien, la storia di Beren & Luthien in particolare, che era stata oggetto di scritture per David negli anni precedenti. Una storia di amore, condivisione e una ricerca impossibile sembrava la cosa giusta in un presente distopico come quello che viviamo.
Così abbiamo iniziato a scrivere la nostra storia, ambientata in un futuro prossimo, in un mondo diviso in Caste, dove i nostri eroi e gli Spiritual Revolution Messengers combattono per ottenere Entropia, un congegno che potrebbe dare energia illimitata e libera per l'intero pianeta.”

 

Nel 2012 i Sailor Free pubblicano Spiritual Revolution part 1 (TIDE Records), la prima parte del concept-album, dato che il materiale scritto era troppo per un unico CD.

 

Nel 2015 i Sailor Free realizzano due singoli: “Amazing” e “Special laws”, che anticipano il nuovo album Spiritual Revolution Part 2. Il nuovo album vede la partecipazione di nuovi musicisti, insieme ai componenti storici della band. Il sound conferma la strada di assoluta libertà creativa, da sempre una delle principali caratteristiche del progetto Sailor Free.

 


“La storia dei Messaggeri della Rivoluzione Spirituale e la loro lotta per ottenere Entropia sta per concludersi.
Ma tutto cambia, e improvvisamente ti rendi conto che stai interpretando il ruolo principale, tu sei l'eroe e l'eroe sei tu, come Entropia. Adesso sai che sei il giocatore e l'ascoltatore, e il giocatore è la musica e lei è te. Adesso tu sei Entropia ed Entropia sei tu, e tu puoi cambiare tutto...”

 



 

SPIRITUAL REVOLUTION part 1

il concept-album dei SAILOR FREE

 

Al centro dell’impianto artistico c’è l’energia, intesa come metafora universale della vita e della vitalità creativa; come strumento di evoluzione sociale e di benessere; come luce, calore, conforto, moto e forza del mutamento; come illuminazione della mente e dello spirito; come diritto inalienabile al sapere.
È nel proporre e praticare alternative, nel diffondere conoscenza e soluzioni, in una costante applicazione della condivisone e dell’arricchimento comune, che si attinge e si restituisce Energia.
Ispirata al Silmarilllion di J.R.R.Tolkien, la storia narra dell’amore, fonte inesauribile d’energia, tra due esseri l’uno alieno all’altro, particelle disperse di due universi opposti che intersecano le proprie rotte. Irrimediabilmente attratte l’una dall’altra, si fondono all’istante, annullando ogni preconcetto, ogni legge, ogni convenzione.
Nati a nuova vita, vedono intorno a loro un mondo agonizzante e con l’identica passione che li avvolge agiscono per mutarne il destino. Tra le loro mani una rivoluzionaria scoperta da consegnare all’intera umanità.
È la genesi di un cambiamento inarrestabile, che parte dall’uomo e si trasmette ai suoi simili come per osmosi, coinvolgendo l’intero pianeta.
Una Rivoluzione dello Spirito prima che della materia, un’epidemia d’amore. Amore per l’umanità, per la capacità d’immaginare e di rischiare, per la ricerca costante di possibili mondi migliori, per il condividere sapere e soluzioni. È così che si riesce di nuovo a capire la differenza tra ciò che è evoluzione e benessere generale e ciò che è solo benessere per pochi.
Se tutto è come prima, niente può più essere come prima. È così che si cambia davvero.

Spiritual Revolution People!




Sailor Free:
David Petrosino: voce, piano, tastiere
Stefano “The Hook” Barelli: chitarre
Alphonso Nini: basso
Stefano Tony: batteria

 

 


Barca

 

Wendy?! Info

 

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IN THE TEMPLE OF FEEDBACK il nuovo album dei WENDY?!   




Comunicato/Bio


About Wendy?!

I Wendy?! nascono nel 2008 intorno al chitarrista e cantante Lorenzo Canevacci, già chitarrista dei Bloody Riot, tra le più note Hardcore band italiane degli anni ’80.
Nel 2012 esce il primo album “Eleven”, seguito da “Notebook” nel 2014 e “Idols & gods” nel 2017, entrambi per la Tide Records, albums con i quali i Wendy?! ottengono un ottimo riscontro di pubblico e critica nazionale ed internazionale.
Nel sound dei Wendy?! ci sono i riffs per chi ama l’hard rock, l’energia e l’attitudine del punk, atmosfere scure del post punk, il suono ruvido dell'alternative rock, e soprattutto un modo di scrivere “canzoni” tipico di certo rock classico.

In the temple of feedback

“Per parlare del nuovo lavoro dei Wendy?! “In the temple of feedback” vorrei partire da un flashback e tornare indietro ai tempi in cui, con un manipolo di altri adolescenti incazzati a causa della repressione che prendeva forza da motivazioni “Antiterroristiche”, abbiamo iniziato ad imbracciare gli strumenti per cercare di incanalare la nostra rabbia in maniera creativa. Erano gli anni degli scontri per le strade, gli anni del ministro dell’interno Cossiga e delle leggi speciali, e la nostra voglia di esprimersi in musica era legata al nostro desiderio di rivalsa e di rivolta.
Sono passati 4 decenni, tutto sembra essere cambiato, il mondo non è più quello di un tempo; ma, se riportiamo tutto all’essenza, ai valori primari, tutto è rimasto uguale. Non siamo più adolescenti, certo, ma l’urgenza, la voglia di usare il rock n’ roll per comunicare le storture di questa società ed esprimere il nostro pensiero attraverso la musica è rimasta la stessa. Per il Lorenzo 58enne di oggi, i Wendy?! sono esattamente quello che furono i Bloody Riot per il Lorenzo adolescente: il mezzo per esprimere il proprio essere alternativo a un sistema che cerca di ingabbiarci, e comunicare i propri pensieri e i propri valori attraverso la musica che ha amato da sempre: il rock n’ roll, quello vero, sincero ed istintivo, senza nessuna concessione alle mode del momento o alle richieste del mercato. Esprimere al cento per cento quello che sento e cercare di realizzare un lavoro che rispecchi quello che cerco quando mi approccio ad un album da ascoltatore. Era così quando suonavo furioso hardcore punk, ed è così per queste nuove 10 tracce.


Una nuova forma di repressione sta facendo crescere l’urgenza di tutti coloro che come noi usano la musica come forma d’espressione. Da più di un anno tutto il mondo della live music è stato imbavagliato ed è fermo, questa volta con motivazioni che non sono legate al terrorismo bensì (pseudo) sanitarie. La cosiddetta lotta al Covid 19 ha fermato i palchi e azzerato concerti, le esibizioni e chiuso tutti gli spazi prima esistenti.
Non potevamo accettare passivamente tutto questo, l’impossibilità di salire su un palco per comunicare con tutti voi è una ferita molto difficile da cauterizzare.
Abbiamo così deciso di utilizzare il tempo che non potevamo dedicare all’attività LIVE per scrivere ed arrangiare nuovi brani. E in seguito registrarli per pubblicare un nuovo album nonostante tutto quello che stava accadendo intorno.
Quando abbiamo pubblicato “Idols and Gods”, il nostro ultimo lavoro nel 2017, pensavamo di aver realizzato “il disco” definitivo dei Wendy?!. Confortati anche dalle reazioni e dalle ottime recensioni credevamo di esserci superati, e che sarebbe stato difficile fare di meglio.
“In the temple of feedback”, giorno dopo giorno, brano dopo brano, ci ha dimostrato che è sempre possibile progredire. Personalmente credo che sia un ulteriore passo avanti, sia nella scrittura dei brani e nell’esecuzione, sia nella produzione. Lo stile delle composizioni, nello stile dei Wendy?!, è molto vario, ma il sound è compatto ed omogeneo nel suo essere molto rock n’ roll e particolarmente bluesy come scrittura.


La produzione, come in precedenza curata da David Petrosino e realizzata interamente nei nuovi studi della TIDE Records, esalta la compattezza della band. La nuova sezione ritmica, con Paola Croft al basso insieme al fedele Luca Calabrò, motore inesauribile dietro i tamburi, sempre più trascinante in studio e dal vivo, permette alle mie melodie e alle mie chitarre, coadiuvate dalla ritmica di Alessandro Ressa, di trovare una struttura energica e a tratti punkeggiante su cui appoggiarsi. Una sintesi a mio parere perfetta dei miei mondi e delle mie aspirazioni musicali.

T.N.M.A.

I testi spaziano dalle tematiche personali e più intime a quelle più sociali. Il brano più “politico” in questo senso è forse “T.N.M.A.” che sta per Tecnological New Middle Age. Preciso che il mio profetizzare l’arrivo di un nuovo medioevo (tecnologico) risale a prima dell’emergenza attuale, avendo scritto il brano un paio di anni fa. L’arrivo del Covid e di tutto quello che ne è conseguito non ha fatto altro che rafforzarmi nelle mie convinzioni.”

(Lorenzo Canevacci)


Wendy?!:

Lorenzo “mr. Grady” Canevacci: voice and guitar
Alessandro Ressa: rhythm guitar, back vocals, keyboards
Paola “Croft” Altobelli: bass and back vocals
Luca Calabrò: drums



temple extra sml

 

One Sound Duo Info

 

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The way becoming
 il cd di ONE SOUND DUO   




Comunicato/Bio


ONE SOUND DUO

Produrre e comporre musica nel momento stesso della sua esecuzione. Si potrebbe dire che questa è stata la nascita di “ONE SOUND DUO”. Si lascia fluire il tempo fatto di silenzi e di suoni e lentamente nasce una musica come fosse una risposta istantanea ad una domanda. Non si ha il tempo di pensare, non si ha uno spartito davanti. Il proprio strumento diventa l’espressione di sé, della propria storia, dell’ascolto di molti anni, di molti suoni. The way becoming è una strada che inizialmente non va da nessuna parte, non ha intenzioni, ma si costruisce nel momento stesso in cui la si percorre. Anche l’errore è spesso l’elemento imprevedibile che ti introduce in una direzione nuova e che aiuta a darti nuove soluzioni.

La presenza dell’altro, l’ascolto dell’altro, il favorevole e accogliente suono prodotto dall’altro spinge a percorrere più di una volta la stessa strada, che non è ripetizione ma nuovo percorso verso altre soluzioni fino a ritornare al silenzio. Una libertà espressiva che trova in sé i limiti del proprio percorso.

Spacedrum e contrabbasso, due strumenti così lontani nelle sonorità che ricercano una fusione in un solo suono, che pongono domande e danno soluzioni: il primo appartenente alla famiglia degli handpans è una melodic metal percussion che mette in gioco il ritmo con una scala di note ed all’interno delle sue limitazioni permette una scoperta armonica sulla quale il secondo, il basso della famiglia degli archi, con le sue profonde note si inserisce legando insieme, come la fusione di un fabbro, qualità di note, pause di silenzio, salti molteplici di altri intervalli armonici.

Poi le composizioni si miscelano con suoni elettronici e fields recording e grazie a riverberi ed effetti vari creano l’illusione di un suono più ampio, diventando nuovamente altro. Una composizione in continuo divenire che, anche senza il pentagramma, percorre, attraversa e va oltre l’elettronica. Una via non razionale che trae origine e si fonda su quella energia vitale che ci accompagna sin dalla nascita. Le pause sono all’interno, il silenzio alla fine.

 
Orlando Lostumbo è un contrabbassista e bassista romano attivo dai primi anni ’80 con varie esperienze che spaziano dal rock, al jazz, alla musica etnica, alla musica classica. Verso  la fine degli anni ’90, in qualità di autore e chitarrista fa parte del  gruppo etnico “Handance” e successivamente entra come  bassista nel gruppo jazz “Lost In Jazz”. Dal 2008 al 2010 è stato contrabbassista dell’orchestra classica “L’Armonica Temperanza”. Nel 2009 realizza il suo primo cd dal titolo “Il viaggio di Ulisse” con lo pseudonimo “Sine Tempore”. Nel 2010 come bassista, contrabbassista e tastierista forma il gruppo “Cosmogram”  che unisce sonorità elettroniche e progressive a proiezioni video. Con questa formazione si esibisce in vari teatri romani e nel 2012 partecipa al Festival “24fotogrammi”. Nel 2013 entra a far parte dell’orchestra “Diletto Barocco” di cui è attualmente contrabbassista. Nel 2014 realizza il progetto musicale “One Sound Duo” con Claudio Ricciardi (spacedrum e didgeridoo) suonando contrabbasso, basso elettrico e sintetizzatori e con cui realizza, per la Tide Records, il cd The way becoming.


Claudio Ricciardi
ha iniziato a studiare chitarra jazz durante il liceo e poi alcuni anni il contrabbasso. Nel 1975 si interessa di musiche extraeuropee ed entra a far parte del gruppo vocale di canto armonico “Prima Materia”, fondato negli Stati Uniti da Roberto Laneri. I suoi studi di biologia ed antropologia lo portano alla scoperta del didgeridoo e nel 1997 inizia a studiare e a suonare questo strumento aborigeno, dedicandosi anche alla sua costruzione. Dopo aver suonato in alcune formazioni negli anni 2000 (Duo Saz-Didgeridoo, Handance, Timelines), nel 2013 inizia lo studio della musica elettronica al computer con il musicista Giuseppe Verticchio e successivamente con la scoperta degli Spacedrum si incontra con il contrabbassista Orlando Lostumbo costituendo il “ONE SOUND DUO”. Ha inciso l’ LP “La coda della tigre” Ed. Ananda n.2, Roma 1977; il CD “Inside Notes” Ed. EDT, Torino 2001; il CD “Prima Materia” Ed. Die Schactel, Milano 2005; il CD “Voci” Ed. Una Musica, n.7, Torino 2006; il CD “The Way Becoming" Ed. Tide, Roma 2014. Ha scritto il libro “L’albero che canta. Il didgeridoo” Ed. Wondermark, Brescia 2011.




One Sound Duo

Orlando Lostumbo:
-Electric Upright Bass
-Electric Bass
-Syntesizers
-Samples
-Computer Effects
-Audio Editing/Treatment

Claudio Ricciardi:
-Spacedrum Deep sky, Atlantico
-Yidaki in C
-Voice
-Computer Effects
-Samples
-Digital Piano
-Audio Editing/Treatment



one sound duo mid

 

Wendy?! Estratti Stampa

ESTRATTI STAMPA

 

 

It's a nicely balanced set that never fails to entertain and does
a great job of moving the band's legacy forward.
(Music Street Journal - Gary Hill - US)

Gran bel disco,
e si narra che dal vivo i Wendy?! siano ancora meglio.
(Classic Rock - Gianni Della Cioppa)

Non se ne fanno mica più di dischi r'n'r così.
(Rumore - Manuel Graziani)

...un'altro ottimo lavoro, dove pezzi tiratissimi si mischiano a ballate
col solito spirito fiero e combattivo di chi ha usato la musica
anche come bandiera.
(Classix - Renato Massaccesi)

On "Idols & Gods" Wendy?! offer a well banced mixture of hard rock,
70's rock, alternative rock, punk and singer/songwriter style.
(MusikZirkus - Stephan Schelle - GE)

Il terzo long-playing dei Wendy?! rappresenta una conferma per un gruppo
che non ama le etichette e si propone al pubblico con uno spirito libero
e autenticamente rock’n’roll, con canzoni di gran pregio
e arrangiamenti grintosi, ardenti e affascinanti.
(True Metal - Francesco Maraglino - IT)

… un sound corposo, energico e soprattutto
capace di suscitare emozioni profonde.
(Rock Impressions – Gianlcarlo Bolther – IT)

I Wendy?!... si situano in un enclave albionica che confina
sia con i territori del Duca Bianco che del Re Cremisi. Bravi.
(Buscadero - Andrea Travaini - IT)

Il disco di una band solida, che si scrolla di dosso idoli e dlgmi,
per interrogarsi senza preconcetti su ciò che accade nel mondo.
(Guitar Club - Gaetano Menna)

Il loro terzo album “Idols & Gods” li conferma onesti artefici di sonorità
ipiche del rock classico più sincero e genuino.
(Ondarock - Valerio D'Onofrio)

Ascoltando questo 'Idol & Gods' sembra di ripercorrere la storia
del rock dai seventies ai giorni nostri con dovizia e cura dei particolari,
veramente una piacevole scoperta.
(Italia di metallo - Gary Stone)

Un buon lavoro di rock attuale con un’orecchio al passato, sudato e ben confezionato.
(Rockgarage - Marcello Zinno)

 

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  1. Cecilia Amici Info

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